Storia


E' nell’aprile del 1935 che inizia la costruzione del campo di aviazione di Ronchi dei Legionari, utilizzato come base di supporto all'addestramento dei velivoli del 4° Stormo Caccia basato a Gorizia. Esso è poi bombardato dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente presidiato dalla Royal Air Force britannica fino al 1947.

L’aeroporto viene quindi utilizzato per attività di volo privata ed addestrativa, in particolare dalla società Meteor, qui basata.

 

1954: nel Piano Nazionale di Riqualificazione dei Trasporti del dopoguerra, viene riconosciuta l'importanza strategica dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari per lo sviluppo del Nordest, essendo esso collocato in posizione ideale rispetto sia alla rete stradale, capace di favorire collegamenti semplici e veloci con Trieste, Gorizia e Udine, sia ferroviaria, per la vicinanza della stazione di Monfalcone.

1956: viene costituito il Consorzio per l'Aeroporto Giuliano per “dotare le Province di Trieste, Gorizia e Udine di un aeroporto moderno a carattere commerciale oltre che turistico” (Articolo 3 dello Statuto del Consorzio per l’Aeroporto Giuliano). Dopo un assenso da parte del Ministero della Difesa, il Consorzio elabora un programma di sviluppo dello scalo di Ronchi dei Legionari, come “aeroporto militare aperto al traffico civile”.

1961: il 2 dicembre 1961, con l’arrivo da Roma del primo aereo - un Douglas DC3 della SAM-Società Aerea Mediterranea - viene avviata l'attività aerea commerciale dell'aeroporto che, inizialmente è limitata ai soli servizi da/per la capitale con scalo intermedio a Venezia, mentre una baracca di legno funge da aerostazione per i passeggeri.

1962: la pista in erba viene ricoperta di “grelle” metalliche che ne garantiscono l’agibilità anche in caso di pioggia e maltempo. 

1965: viene inaugurato il primo lotto di opere strutturali del nuovo aeroporto: il primo tronco della pista di volo, la pista di raccordo ed una moderna aerostazione passeggeri. Al volo giornaliero da/per Venezia si aggiunge il volo da/per Cortina d’Ampezzo, operato con un velivolo Pilatus PC6 della società Aeralpi.

1966: viene costruita la nuova torre di controllo, mentre la pista in grelle viene sostituita da una pista in conglomerato bitumoso che permette l’apertura di collegamenti aerei utilizzando aeromobili di nuova generazione: il 1° novembre iniziano così i voli diretti per Roma operati da un bimotore turboelica Fokker F27 dell’ATI – Aero Trasporti Italiani

1967: primo volo internazionale, un servizio charter della tedesca LTU – Luft Transport Unternehmen, sempre con Fokker F27, proveniente da Düsseldorf, che apre una fase di sviluppo del traffico aereo a domanda proveniente dal Nord Europa.

1968: attivazione del primo ILS – Instrumental Landing System della pista di volo, che viene inoltre allungata a 2.200 metri. Atterra a Ronchi dei Legionari il primo aereo commerciale a reazione, un Douglas DC9-30 di Alitalia.

1970: vengono raggiunti e superati per la prima volta i 100 mila passeggeri annui.

1971: l’aeroporto ospita il primo volo intercontinentale diretto, un volo speciale per Toronto operato da un Douglas DC8-62 di Alitalia.

1972: il 6 ottobre ha luogo il primo dirottamento di un volo civile in Italia, un volo ATI per Bari, che viene fatto rientrare a Ronchi dei Legionari da un estremista di destra armato che, successivamente, viene ucciso dalla Polizia.

1974: il Consorzio Giuliano cambia nome in Consorzio per l’Aeroporto Friuli Venezia Giulia.

1975: il 16 settembre, il Dottor Franco Basaglia organizza la “Gita aerea dei 100 trasvolatori dell'OPP” portando i suoi pazienti psichiatrici in volo sopra Trieste a bordo di un DC9 dell’ATI.

1976: è l’8 aprile quando, per la prima volta, un aereo wide-body (a fusoliera larga), un Boeing B747-200 di Alitalia, atterra sullo scalo giuliano.

1977: l’aeroporto di Ronchi dei Legionari viene dichiarato “aeroporto civile statale” perdendo il suo status di “aeroporto militare aperto al traffico civile”.

1978: la pista di volo viene allungata fino a 3.000 metri.

1981: viene inaugurata la nuova torre di controllo.

1984: l’aerostazione originale viene ampliata con l’aggiunta di un terminal dedicato alle partenze.

1987: con l’apertura del volo su Monaco da parte di Lufthansa, parte il primo collegamento aereo di linea internazionale.

1990: in occasione dei campionati Mondiali di Calcio Italia ’90 entra in funzione l’attuale sezione “arrivi”, primo lotto del nuovo terminal aeroportuale.

1996: vengono raggiunti per la prima volta i 500 mila passeggeri annui.

Viene costituita la Società Aeroporto Friuli - Venezia Giulia S.p.A., destinata a subentrare al Consorzio nella gestione dello scalo.

1997: a partire dal 1° luglio 1997 Aeroporto Friuli – Venezia Giulia S.p.A. sostituisce il Consorzio nella gestione dell’aeroporto: essa è partecipata per il 51% dal Consorzio per l’Aeroporto Friuli Venezia Giulia e per il 49% dalla Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia.

1998: con l’apertura della sezione “partenze”, vengono portati a termine i lavori di costruzione del nuovo aeroporto, composto da due aerostazioni, una passeggeri - con una capacità di 1,5 milioni di transiti annuali - ed una merci.

1999: dal 1° giugno la Società Aeroporto Friuli – Venezia Giulia S.p.A. opera in regime di concessione governativa totale provvisoria, sulla base dell'art. 17 Legge 67/1997.

2001: atterra a Ronchi dei Legionari, il primo volo di linea low-cost, proveniente da Londra ed operato da un Boeing B737-800 di Ryanair.

Vengono superati per la prima volta i 600 mila passeggeri annui.

2003: installazione ed entrata in funzione di due loading bridges, passerelle telescopiche per l'imbarco e lo sbarco dei passeggeri.

2007: il 3 agosto Aeroporto Friuli – Venezia Giulia S.p.A. ottiene la Concessione totale quarantennale per la gestione dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari.

Vengono superati per la prima volta i 700 mila passeggeri annui.

L'aeroporto di Ronchi dei Legionari viene intitolato all'esploratore di origine friulana Pietro Savorgnan di Brazzà (1852-1905).

2010: la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia diviene socio unico della società di gestione aeroportuale.

2011: vengono superati per la prima volta gli 800 mila passeggeri annui.

2012: si registrano 882.146 passeggeri, record annuale assoluto di traffico.

2013: il 26 novembre, in occasione del Summit Italia – Russia che si tiene a Trieste ed al quale partecipa il Presidente russo Vladimir Putin, vengono gestiti 71 movimenti aerei, il maggior numero mai registrato dallo scalo in un giorno.

2017: posa della prima pietra del cantiere per la costruzione l'infrastruttura del Polo Intermodale, infrastruttura che farà diventare Trieste Airport uno dei pochi aeroporti italiani collegati con la rete ferroviaria.

2018: entrata in funzione, il 19 marzo, del Polo Intermodale di Trieste Airport, nodo intermodale passeggeri che include una fermata ferroviaria, un’autostazione, un parcheggio multipiano coperto e nuovi parcheggi a raso, il tutto collegato da una passerella sopraelevata di 425 metri. Contemporaneamente si concludono i lavori di rinnovamento ed ammodernamento del terminal passeggeri.

2019: la società di gestione passa sotto il controllo privato: il fondo F2i SGR ne acquisisce infatti il 55% divenendone socio di maggioranza, mentre il restante 45% rimane in capo alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Trieste Airport entra così a far parte del più grande network aeroportuale italiano, che comprende gli scali di Linate, Malpensa, Torino, Napoli, Alghero ed Olbia.

Il 6 ottobre viene registrato il giorno più trafficato di sempre, in cui la struttura ha gestito 7.500 passeggeri.